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Il turismo virtuale: opportunità o fenomeno passeggero?

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Un periodo di isolamento e il distanziamento sociale hanno portato alla nascita di soluzioni alternative nel settore della ricettività: una di queste è il turismo virtuale.

Le menti più vivaci hanno pensato a servizi che si sostituiscano al viaggio vero e proprio con delle esperienze digitali.

Amazon Explore, per esempio, permette agli utenti di prenotare dei viaggi virtuali interattivi. La piattaforma di Amazon ha pensato di risolvere in questo modo il gran desiderio di muoversi in uno dei periodi più difficili per le nostre generazioni.

Basta un computer per collegarsi in streaming e avere a propria disposizione esperti locali.

Si possono vivere esperienze relative a luoghi distanti da casa ma anche lab creativi, di cucina, artigianato. E perfino dedicarsi allo shopping raggiungendo shop e boutique sparsi in giro per il mondo.

Perché Amazon Explore si distingue da YouTube, Google Earth e Airbnb?

Principalmente perché si tratta di una sessione individuale tra ospite e utente, la cui privacy è protetta. Infatti il video è unidirezionale, mentre l’audio consente la comunicazione in tempo reale.

Ma non è l’unico esempio che riguarda i viaggi interattivi, anzi, operatori pubblici e privati hanno sviluppato molte iniziative, sia durante il lockdown che nel periodo successivo.

Riguardano, per esempio, le degustazioni di vini della Napa Valley. Ti chiederai com’è possibile promuovere un vino a distanza, in questo modo.

Eppure, previo l’acquisto in e-commerce, è possibile vivere un’esperienza interattiva, magari supportata da un buon bicchiere reale.

 

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Video immersivi e virtual reality a servizio del turismo virtuale

Vari enti turistici internazionali hanno creato video in modalità virtual reality, oppure immersivi, in modo che il livello di engagement risulti alto.

Anche l’Organizzazione del Turismo giapponese ha pensato a un film in virtual reality che promuove tradizioni, natura e modernità del paese, particolarmente apprezzato prima delle Olimpiadi di quest’anno.

Siti naturali e luoghi d’immersione sono il focus di National Geographic che, in abbinamento con un visore VR Oculus Quest concedono agli spettatori di esplorare le barriere coralline indonesiane, oppure nuotare in Antartide insieme alle megattere.

Il turismo australiano ha pensato di sfruttare, per primo, la tecnologia audio 8D e creare sei video per immergere gli utenti in un viaggio sensoriale. Panorami, suoni e racconti coinvolgenti che arrivano da luoghi favolosi.

Lo scopo? Stupire, emozionare gli spettatori, sfruttando la tecnologia più avanzata, anche quando non possono viaggiare nel mondo reale.

Molto più di una promozione vecchio stile.

Un altro esempio efficace: la First Airlines con sede a Tokyo, ha iniziato dal 2016 a proporre viaggi virtuali e realtà immersiva con destinazioni italiane, europee, oltre che statunitensi.

Ha pensato di ricreare un’esperienza molto simile al volo vero e proprio, inclusa la cabina di pilotaggio, le misure di sicurezza e la somministrazione dei pasti.

Dopo la fine del lockdown la First Airlines ha incrementato il fatturato del 50%, una percentuale notevole che attesta il desiderio di viaggiare, per niente scalfito dall’immobilità forzata, anzi incrementato.

 

L’abbinamento tra tecnologia e sicurezza

Sia in ambito leisure che business, la sicurezza rappresenta oggi una delle caratteristiche fondamentali per un viaggio.

Chiunque, oggi, in un sondaggio la metterebbe ai primissimi posti, insieme alla prevenzione sia per i mezzi di trasporto che per le strutture ricettive.

Il digitale, anche in questo ambito, fornisce delle ottime soluzioni.

Per esempio esaminiamo insieme il caso della start up TravelPerk. Gli ideatori hanno pensato a TravelSafe API che fornisce, in tempo reale, dati sulle restrizioni di viaggio. Ma non solo anche informazioni attendibili e precise sui rischi relativi alla pandemia.

Questo prodotto è fruibile tramite un abbonamento mensile, tramite il quale i fornitori di viaggi possono integrare le informazioni sul Covid-19 e le restrizioni delle varie destinazioni.
Nel processo di prenotazione, il servizio ricava dati aggiornati da siti web governativi e fonti ufficiali.

TravelSafe API è in grado di calcolare il livello di rischio relativo a una località, analizzando il tasso di riproduzione dell’epidemia, praticamente in tempo reale.

Utilizzate e sviluppate, anche in questo caso, tecnologie avanzate di elaborazioni dei dati, insieme a processi di aggiornamento automatico delle informazioni e strumenti digitali che ne facilitino il controllo da parte degli specialisti in analisi.

 

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L’esempio di Booking.com

Booking.com sicuramente non è stato con “le mani in mano”, anzi, in collaborazione con delle start up sta evolvendo i propri servizi.

Punta, per esempio, sul servizio del check-in online anche per gli affitti a breve termine proposti agli utenti dalla sua piattaforma.

La tendenza suggerisce che gli affitti brevi abbiano sofferto meno rispetto alle strutture alberghiere nel momento di massima crisi da pandemia.

Perciò, il colosso delle prenotazioni sta cercando di cavalcare l’onda e sfruttare in qualsiasi modo questa tendenza, allargando la proposta e le facilitazioni per gli utenti.

Pensa che le case, gli appartamenti e le altre location presentate in versione affitto breve, sul sito Booking.com sono più o meno 6 milioni e mezzo, distribuite nelle location più appetibili di tutto il pianeta.

Coinvolta nei cambiamenti e nell’esperienza touchless è anche la ristorazione. Menù digitali, QR Code e altre soluzioni di questo tipo sono diventate di uso comune nei locali.

I gestori più attenti all’innovazione hanno pensato ad app personalizzate che includono la gestione di offerte, ordini, programmi fedeltà, pagamento, prenotazioni, incluso l’asporto.

La necessità, anche in questo caso, ha fatto virtù e si è rivolta alla tecnologia per avere risorse e risposte affidabili e all’avanguardia.

Soluzioni che hanno superato le attese e che possono anche fornire possibilità innovative di marketing, grazie, per esempio, alla raccolta digitale dei dati.

 

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5.0: oltre il turismo virtuale

La cultura digitale è in crescita esponenziale così come il progresso della digitalizzazione della filiera relativa al turismo.

Si tratta di basi essenziali su cui reinterpretare il piano del turismo, grazie alla riapertura delle rotte internazionali.

Ti abbiamo presentato degli esempi molto significativi per dimostrare quanto digitale e tecnologia incidano nel settore turistico, nella fase di ricerca e di prenotazione, dalla promozione alla vendita vera e propria.

In questo nuovo modo di leggere il turismo è indispensabile essere competitivi!

L’economia del nostro Paese si regge su turismo e ristorazione: anche se i dati sono preoccupanti perché sono molte le persone che hanno perso il posto o che lo vedono a serio rischio.

Il piano del turismo deve essere incisivo, innovativo e apportare interventi strutturali. Altrimenti è difficile restare al passo con chi si è rivolto al digitale molto prima di noi.

Il mercato, d’altronde, necessita di queste competenze e di investimenti che ne rispettino i vari aspetti, ben diversi, per esempio, da quelli del mondo dell’industria.

Storia, cultura, tradizioni, enogastronomia, location uniche al mondo. Queste sono le basi da cui il nostro turismo deve basare un piano innovativo che si concentri sulle esperienze di viaggio.

Sfruttando, ovviamente, il meglio della tecnologia e tutte le più affidabili risorse digitali.

Il turismo virtuale: opportunità o fenomeno passeggero?

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