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Turismo e tecnologia: innovazione in viaggio

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Non esiste campo, nella nostra esistenza, che non sia stato coinvolto nel processo che accompagna l’innovazione e il connubio turismo e tecnologia è diventato, con il tempo, inscindibile.

Anche se niente ha la forza e l’empatia di un sorriso o di una conversazione tra persone umane, non restare al passo con i tempi significa concedere battaglia vinta ai tuoi competitor.

Perciò, se vuoi approfittare di ogni prodotto e servizio tecnologico che ti viene proposto per far crescere il tuo business, devi essere informato e puntualmente aggiornato.

Altrimenti puoi anche risolvere la questione rivolgendoti a dei consulenti affidabili e preparati.

L’outsourcing è una risorsa che, se sfruttata in modo mirato, può aiutarti a guadagnare tempo e denaro.

Le applicazioni della tecnologia nel settore dell’ospitalità alberghiera sono molteplici e ricoprono un ruolo essenziale nelle esperienze dei clienti.

Vediamo ora insieme quali sono alcune delle applicazioni più utili e come possono apportare dei cambiamenti significativi nel settore del turismo.

 

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Come nasce e a cosa serve l’abbinamento tra turismo e tecnologia

La tecnologia entra nell’ambito del turismo, come accade nella maggior parte degli altri settori, per rispondere a delle esigenze precise.
Per esempio, si rivela particolarmente efficace nella gestione delle attività di chi comunica direttamente con gli utenti.

Ed è particolarmente utile nelle fasi di check-in e check-out, momenti cruciali che in passato richiedevano molto dispendio di tempo da parte degli addetti.

Siccome si tratta di un compito che si svolge frequentemente ed è ripetitivo, ha le caratteristiche ideali per interventi tecnologici risolutivi.

Si sfrutta l’aspetto standardizzato e si agisce per migliorare il servizio:  non si tratta però solo di velocizzare le operazioni ma di trovare la corretta interazione con gli utenti.

E’ risaputo che i viaggiatori, alla ricerca di esperienze, reputano i momenti del “benvenuto” (o “bentornato”) e dell’arrivederci a presto” come un modo per avere un contatto diretto con chi li accoglie.

Un momento piacevole che li mette a loro agio, accompagnandoli con un sorriso.

Il problema è che, invece, spesso si tende a relegare in secondo piano l’aspetto empatico del servizio, puntando alla velocità di esecuzione.

Ma non sempre guadagnare tempo viene interpretato come un vantaggio per il turista. La conversazione, la disponibilità e il coinvolgimento regalano molto in esperienze di viaggio.

Prova però a immaginare se a occuparsi del check-in è un sistema informatico: l’operatore avrà molto più tempo e si presenterà con maggiore disponibilità all’accoglienza.

Sarebbe un errore, infatti, limitarla a mera registrazione: si tratta di far sentire l’ospite al centro delle attenzioni degli addetti alla reception. Un autentico toccasana dopo lo stress e gli eventuali disagi relativi a viaggi e spostamenti.

E’ in questo modo che la qualità del servizio sale, come, di conseguenza, il valore della proposta da parte della struttura.

 

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L’impiego dell’intelligenza artificiale

Accostare turismo e tecnologia fa pensare alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel settore in cui lavori.

Hanno fatto scalpore i primi piccoli robot inseriti nelle reception, sono simpatici e accolgono i clienti suscitando parecchia curiosità e, talvolta, qualche timore da parte degli addetti.

In realtà siamo ancora ben lontani, nell’ambito turistico italiano, da situazioni in cui ad accogliere il pubblico sia esclusivamente l’intelligenza artificiale.

La tanto rinomata ospitalità italiana è legata alla storia e alla cultura e necessita sempre di una sana dose di umanità e sorrisi.

Ciò non toglie nulla al fatto che l’intelligenza artificiale possa essere impiegata in altri aspetti dell’attività ricettiva.

 

L’introduzione di chatbot

Se ci concentriamo sugli utilizzi che siano particolarmente efficaci, i chatbot sono molto impiegati nelle prenotazioni online.

Si tratta, in pratica, di programmi che conducono una conversazione tra un robot e una persona e rispondono a domande e richieste.

Sono dunque molto adatti a svolgere mansioni di tipo semplice e ripetitivo, come rispondere alle FAQ (Frequently Asked Questions) e consentire agli operatori di avere più tempo per occuparsi di compiti più complessi e particolareggiati.

Come dicevamo, nell’ambito del turismo  questi software vengono impiegati soprattutto nella fase della prenotazione online e dotati di risposte automatizzate, individuando delle parole chiave nelle domande poste dagli utenti.

Per quanto riguarda l’autonomia dell’intelligenza artificiale, si possono impostare diversi gradi e quindi passare dalla gestione completa di domande e prenotazioni, a una sorta di scrematura graduale, per poi lasciar concludere la trattativa all’operatore.

Rispetto ai robot, i chatbot sono meno appariscenti, ma svolgono un lavoro dall’impatto incisivo e riducono oppure migliorano la qualità del lavoro.

Si possono migliorare? La tecnologia fa passi da gigante quindi si potranno utilizzare in più modi, interagendo con i clienti e migliorando la qualità delle esperienze relative alla richiesta di informazioni, alla prenotazione e in altri servizi.

 

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Altri ambiti di impiego dell’intelligenza artificiale

La rivoluzione tecnologica coinvolge sotto molti aspetti le strutture ricettive.

Oltre alla reception e ai chatbot per info e prenotazioni, l’intelligenza artificiale ha modificato le abitudini dei viaggiatori anche negli avveniristici sistemi di riconoscimento facciale e vocale nei check in.

E non è tutto: ci sono altri servizi come il controllo di luce e temperatura nelle camere.
Inoltre, i sistemi di realtà aumentata offrono ai clienti visite virtuali 3D della struttura ricettiva e del territorio in cui è inserita.

 

Turismo e tecnologia: l’evoluzione è semplice?

Non si può certo dire che l’inserimento dell’intelligenza artificiale sia un processo facile.

Molti utenti si trovano spiazzati di fronte alla tecnologia, si tratta, nella maggior parte di casi, di problemi etici.

Non ci si fida di una “macchina” come di una persona.

Succede per i turisti ma accade anche per i professionisti che si trovano a inserire dei software nella propria attività.

Ci si domanda se sono sicuri, se i dati raccolti saranno in buone mani, cosa potrebbe succedere in caso di blackout.

E poi esiste una serie di problemi collegati alla cyber security di cui parleremo in altre occasioni.

C’è da ragionare anche sul fatto che l’intelligenza artificiale sia soggetta a deep learning, quindi a uno stile di apprendimento continuo. Un percorso da monitorare con attenzione da parte dei programmatori, per ottenere i massimi risultati e non incappare in errori.

In conclusione: attualmente le perplessità, nell’impiego della tecnologia ci sono ancora, ma non è possibile restarne fuori.

Devi valutare qual è il miglior utilizzo per la tua realtà, in maniera estremamente consapevole.

Anche in questo caso specifico, rivolgersi a un consulente esterno potrebbe essere la chiave di volta.

Potrai avere tutte le informazioni di cui necessiti e approfittare di un supporto indispensabile per districarti nell’universo tecnologico in continua evoluzione.

 

Turismo e tecnologia: innovazione in viaggio

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